Tiziano Ferro: “Mai negato di essere gay”

di Marziano 1

Venire a conoscenza dell’omosessualità di Tiziano Ferro è stato un po’ come scoprire l’acqua calda o rendersi conto che Babbo Natale non esiste, quello che invece nessuno sapeva era il perché del suo silenzio in merito ai suoi gusti sessuali. Sia chiaro, essendo un personaggio pubblico e di conseguenza consapevole di poter essere sottoposto a giudizi e analisi da parte del pubblico è sempre stato difficile non far finta di nulla.

Il cantante di Latina ha ammesso in una intervista fiume rilasciata alla Repubblica che il nascondere il fatto di essere gay non era imputabile a un capriccio, ma alla difficoltà di poter accettare la sua condizione:

Dicevano che vivevo una doppia vita e che stavo felicemente con un uomo. Mi facevano una tale rabbia. Non perchè non volessi passare per gay, ma perchè la verità è che un fidanzato avrei voluto avercelo. E, invece, non avevo nessuno. In più stavo male perchè non riuscivo a chiarirmi con me stesso. E c’è un’altra cosa che vorrei dire: non ho mai negato pubblicamente di essere gay. Sarebbe stato semplice depistare le voci uscendo con una modella. Ma io non ho mai mentito. Piuttosto, ho omesso. Se fossi stato in pace con una persona che amavo, avrei capito, ma io stavo da solo a rimuginare su qualcosa con cui non avevo fatto pace, di cui non parlavo mai neanche con gli amici più intimi. Non era il gossip in sé, mi dava fastidio essere esposto su una cosa che mi creava problemi. Era surreale, se avessi avuto una doppia vita avrei capito, e invece così c’era il danno e la beffa. Ma il problema era tanto radicato che non riuscivo neanche ad averla una doppia vita. A me non piace l’idea di accettazione, mi fa tristezza, io amo la condivisione, è come se avessi messo da parte questa verità non potendo viverla pienamente alla luce del sole. Sapevo di non potermi rilassare al punto da permettermi una relazione piena.

Tiziano ha spiegato che è riuscito ad accettarsi solo dopo aver intrapreso un percorso di analisi:

Due anni fa ho iniziato una terapia, mi dicevano: lei è depresso, si deve curare, se mi avessero detto che sarei arrivato a questo punto non ci avrei creduto, ma sono contento per la mia salute. Perché alla fine sono un estremista, avevo paura di prendere i farmaci, poi ho visto che è stato utile iniziare, così come smettere a un certo punto. Mi sono fidato della strada intrapresa, anche se all’inizio l’acceleratore l’ho schiacciato alla cieca, poi si sono aggiunti mio padre, gli amici. Sono ancora confuso, ma le mezze vie non mi sono mai piaciute. O sto a dieta o mi abbuffo, o siamo amici o niente. Sono in un fase di curiosità. Il mondo cambierà, lo sto guardando in maniera diversa, e spero che questo blocco sia sparito anche se devo ancora lavorarci su. Ora sento che davanti a me c’è una vita piena di opportunità.

Il cantante ha inoltre dichiarato che il nascondere la propria condizione stava diventando una barriera nei confronti delle altre persone. Chi invece gli è sempre stato vicino ha considerato il suo coming out come una sollievo:

Ma sì, la reazione di tutti è stata di sollievo, finalmente uno spiraglio di dialogo, anche perché io non andavo mai oltre un certo punto. Nelle relazioni tra me e gli altri mettevo sempre distanze, anche fisiche. La prima cosa che mi hanno detto tutti è stata: grazie per la fiducia. Il mio manager, Fabrizio Giannini mi ha confessato: mi stai facendo un regalo, io non ne avrei mai parlato con te per non urtare la tua sensibilità, ma ero stufo di vederti triste dopo i concerti e di capire che non ti godevi quello che avevi, ti aiuto, troviamo insieme un percorso. La cosa più assurda è che non posso incolpare nessuno: non ho vissuto in un ambiente che nega l’omosessualità, ho fatto tutto da solo, il problema sono sempre stato io.

Che il coming out di Tiziano Ferro sia di esempio non solo per tanti artisti del mondo dello spettacolo che continuano a professarsi (ridicolamente) etero, ma anche a tanti ragazzi che purtroppo ancora non si accettano.

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