Robbie Williams: “Essere considerato gay è stato un elogio”

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Il 2010 è stato un anno d’oro per Robbie Williams: prima il (ritrovato) successo dell’album Reality Killed the Video Star, il cui clamore si è fatto sentire anche nell’anno in corso, poi il recente Best Of con tutti i suoi brani più famosi e nell’immediato futuro la reunion con i suoi Take That.

Robbie, in occasione della promozione dei suoi numerosi impegni musicali, ha voluto parlare di se stesso e del suo rapporto con la fama:

Credo che mio padre volesse diventare una popstar. Per questo da bambino mi travestivo e cercavo di indossare maschere che, credevo, lui non avrebbe avuto il coraggio di vestire. Da allora non ho smesso di indossare maschere: prima il clown, poi il macho, il bravo ragazzo, il “junkie” in crisi di astinenza. Spesso però non era una maschera, ma la realtà.

Williams, come tutte le più astute popstar, ha sempre giocato con la sua identità sessuale; alimentando ancor di più nel corso della sua lunga carriera le voci che lo volevano omosessuale:

Essere scambiati per gay nel 1993 non era più un insulto ma un elogio.

Purtroppo per il popolo gay, il caro Robbie Williams si è sposato questa estate con la modella Ayda Field. Quanti milioni di cuori ha spezzato con il suo matrimonio?

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