La Curia contro l’omosessualità: “Può essere curabile”

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La Curia contro l'omosessualità: "Può essere curabile" GLBT News

Sconcerto e indignazione hanno causato le affermazioni dell’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia. Il prelato, infatti, ha invitato a non ostacolare, anzi addirittura a finanziare, chi si impegna in modo scientifico per dimostrare che l’omosessualità possa essere curabile.

Queste sono le osservazioni di Cesare Nosiglia e, nella fattispecie, del centro cattolico di Bioetica dell’Arcidiocesi di Torino, inviate al presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo:

Non bisogna discriminare, censurare o ostacolare (anche nell’accesso a eventuali finanziamenti) chi con metodo scientifico coltiva la tesi che l’omosessualità sia curabile. E’ doveroso affermare e insegnare che la distinzione fra maschile e femminile non è solo un fatto di cultura, ma anche di natura e che la famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra uomo e donna non va considerata solo come una delle tante unioni o convivenze possibili.

Scontate, le reazioni di sdegno dinanzi a questa presa di posizione della Chiesa. La prima a parlare è stata l’ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, che presentò una proposta di legge regionale “per la parità di trattamento e il divieto di ogni forma di discriminazione”, a cui la Curia ha risposto con le affermazioni sopraccitate.

Questa è la dichiarazione della Bresso:

La Chiesa sostiene teorie smentite dalla comunità scientifica da decenni. L’omosessualità non è una malattia o un comportamento che necessita di cure o riabilitazioni di alcun genere, e questa è un’evidenza scientifica.

Monica Cerutti, capogruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

E’ un brutto segnale da parte della Curia torinese, la presa di posizione contro l’ideologia di genere: è molto discutibile richiedere che “l’ideologia del gender” non si traduca in atti legislativi.

Fabrizio Biolè, vicecapogruppo del Movimento Cinque Stelle:

Sono affermazioni inopportune, uno scivolone. Sono sicuro che sua Eccellenza conosca perfettamente i principi su cui si basa la nostra libera e laica Repubblica.

Pareri favorevoli, ovviamente, dal centrodestra, in particolare da Augusta Montaruli, vicecapogruppo del Pdl:

La proposta della Bresso non è un provvedimento volto a cancellare le discriminazioni ma semmai una misura ideologica che mette sotto accusa la famiglia tradizionale svilendone il ruolo. Si tratta di un escamotage per arrivare al riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso che non ci può trovare assolutamente favorevoli.

Andrea Benedino, portavoce per il Piemonte di Equality Italia, si è espresso così:

Le incredibili posizioni dell’Arcidiocesi di Torino sulla cura dell’omosessualità sono la dimostrazione involontaria della necessità della legge.

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