Il Vaticano si schiera contro il DDL Zan

di Daniele Pace Commenta

Per il Vaticano le norme del ddl Zan "violerebbero il patto concordato tra Italia e Chiesa Cattolica" ed andrebbe revisionato.

Purtroppo siamo abituati alle escalation del Vaticano, che ricordiamo essere uno Stato a parte rispetto al nostro. Eppure la sua influenza sulle questioni civili continua ad essere pressante. Proprio qualche mese fa infatti, non dimentichiamo come ci furono dichiarazioni del Papa riguardo i diritti degli omosessuali e puntualmente una mezza smentita che revisionava tutte le parole dette. Anche se Papa Francesco si mostra aperto mentalmente, le spaccature in Vaticano diventano sempre più evidenti. Tutto ok fin quando le questioni di uno Stato non vadano però ad influire sui diritti umani di un’altra Nazione quale l’Italia.

Tutto è partito da una missiva del Vaticano inviata dal ministro degli esteri vaticano, fedelissimo di Bergoglio, indirizzata alla Farnesina. È emerso che da questo messaggio c’era la volontà del Vaticano di impedire che il ddl Zan venisse applicato. La modifica richiesta dallo Stato Estero in questione è al momento in fase di revisione nella Camera di Senato, rendendo ancora più complicata una legge che lo era già da sé. Come giustifica scritta dalla Segreteria di Stato vaticana nella missiva sembra ci sia una “violazione del concordato tra Italia e Chiesa Cattolica” secondo la quale si violerebbe il diritto delle scuole cattoliche private di esprimere il loro pensiero contrario alla Giornata Nazionale contro l’omotransfobia che prevede attività scolastiche per sensibilizzare gli studenti sull’argomento.

Ora che la Chiesa non apprezzi il mondo omosessuale si sapeva sin dall’alba dei tempi, ma ci sembra alquanto doveroso concordare su una cosa di cui tutti ci siamo indignati: non bisogna permettere che uno Stato laico faccia decidere ad un altro Stato estero cosa è giusto o sbagliato per un paese, a maggior ragione se riguarda un argomento volto a tutelare un’intera categoria di persone quali gli appartenenti al gruppo LGBTQ+. Se questo viola la libertà di pensiero dei cattolici, non vedo perché gli omosessuali non dovrebbero esprimere il loro di pensiero.

Mentre il Papa si appella alle parole di San Paolo per la libertà ed il modo di vivere cristiano della Chiesa ai giorni nostri; noi vogliamo però citare parole dette l’anno scorso da Gualtieri Bassetti che comunque fa parte di quel mondo essendo presidente del CEI (Conferenza Episcopale Italiana) “una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza” un controsenso se si pensa che la stessa intolleranza temuta dai cattolici è quella che poi egli stessi riverserebbero verso le norme esposte nel ddl Zan.

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