Gianfranco Fini scrive una lettera all’Avvenire: “Più diritti alle coppie gay”

Home » Cultura Gay » Gianfranco Fini scrive una lettera all’Avvenire: “Più diritti alle coppie gay”
Spread the love

Gianfranco Fini scrive una lettera all'Avvenire: "Più diritti alle coppie gay" Cultura Gay Nel tumultuoso clima politico degli ultimi giorni, Gianfranco Fini trova il tempo per rispondere agli attacchi del direttore de L’Avvenire, Marco Tarquinio riguardo a più tutela giuridica per le coppie gay:

Il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto è un problema che la politica deve risolvere. Da uomo politico e delle istituzioni ho sempre riconosciuto il valore fondante della famiglia, cosi’ come garantita dall’articolo 29 della Costituzione, e mi sono sempre opposto a ogni ipotesi di parificazione di trattamento tra matrimonio e unioni di fatto, specie di quelle omosessuali. Ma non per questo ritengo giusto, di fronte all’insufficienza di forme ed istituti giuridici, ignorare alcune legittime esigenze che meritano di essere prese in considerazione dal nostro ordinamento in virtù di quella idea di ‘laicità positiva’ intesa come punto di incontro tra diverse concezioni etiche presenti nella società.

Ha, inoltre, aggiunto:

Del resto compito dello Stato di diritto è quello di favorire approdi normativi lungimiranti basati sull’unico criterio possibile da adottare, vale a dire quello della ‘ragionevolezza’ delle leggi e della tutela dei diritti dei cittadini. Questo, a mio avviso, è l’unico antidoto per debellare ogni pericolosa e strisciante forma di indifferenza umana e sociale che tende a minare la convivenza civile. Da questo punto di vista, sono profondamente convinto che il nostro Paese sia molto piu’ avanti, in termini di scelte e di orientamenti culturali, di quanto, talvolta, non lo sia la classe politica italiana troppo spesso dilaniata da odiose ed improduttive contrapposizioni di ‘schmittiana’ memoria.

L’attuale Presidente della Camera è convinto che il problema debba venire affrontato con estrema delicatezza in Parlamento:

Non credo, quindi, che un invito alla riflessione sulla necessita’ di impedire l’emarginazione delle differenze possa essere liquidato come un qualcosa di strutturalmente e ideologicamente vecchio. Al contrario, ritengo che l’idea di giungere ad una nuova ‘dimensione etica e morale’ della societa’ possa essere perseguita con il contributo fattivo e intelligente di tutti i grandi ‘attori’ che operano nel nostro territorio, a cominciare dalla Chiesa cattolica che, per ragioni storiche e per la sua forte e radicata presenza, rappresenta un autentico caposaldo nella cultura della solidarietà e della giustizia sociale.

Leggi ora  "Conversione" da gay ad etero: perchè è una cavolata