Rimini, niente messa per detenuto gay

di Sebastiano Commenta

Riportiamo uno spiacevole episodio, accaduto nei giorni scorsi nel carcere di Rimini a Fabio Tonelli, gay dichiarato. Inizialmente al giovane omosessuale è stata assegnata una cella singola (e non gli è andata così male tutto sommato). I problemi più gravi sono cominciati a sorgere quando al recluso è stata negata la possibilità di partecipare alla messa domenicale in quanto il personale non intende scortarlo nella chiesa interna alla casa di detenzione.

Dall’istituto penitenziario fanno sapere che effettivamente il detenuto non può prendere parte alla funzione religiosa, perchè il parroco è costretto ad articolare la celebrazione in tre momenti: uno per gli “ospiti” della sezione Andromeda (dove si trovano i prigionieri con problemi di droga), uno per quelli colpevoli di altri reati e il terzo riservato ai transessuali. Per ovvie ragioni di sicurezza personale, chi si dichiara omosessuale non può frequentare gli stessi spazi dei detenuti eterosessuali e neppure transessuali, ecco perchè Fabio non può partecipare al rito cattolico.

Ci vorrebbe un cappellano soltanto a sua disposizione. E questa pretesa risulta esagerata in tempi in cui si continua a parlare della penuria di poliziotti e personale nelle strutture carcerarie. Morale della favola? Tonelli dovrà rinunciare, a sua malgrado, alla Messa per mancanza di soluzioni alternative.

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