Cina, le mogli di mariti gay vittime di una truffa

di Valeria Scotti Commenta

È successo anche questo. Mogli di uomini omosessuali imbrogliate da un sito internet. Ma partiamo dalla location: Cina. Più di cinquanta persone hanno raccontato con una lettera aperta di aver versato circa 90 mila yuan, più di 14 mila dollari, a Homeland for Gay’s Wife.

La piattaforma creata da Yao Lifen e dal marito prometteva aiuto alle donne che volevano divorziare da un marito gay e cercavano aiuto psicologico e legale. Per diventare utenti del sito era necessario il versamento di 1000 yen, circa 125 euro, e venivano chiesti altri 2000 yuan a chi volesse partecipare come volontario, che prevedevano formazione all’estero.

Risultato? Una truffa in peina regola. Mai nessuna formaizone, mai nessun aiuto psicologico come promesso. E guai a chiedere i soldi indietro: i trufatori hanno minacciato di pubblicare le informazioni private delle vittime.

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