Il Parlamento bielorusso ha recentemente completato l‘iter legislativo per l’approvazione di una normativa che impone severe restrizioni alla promozione dei diritti e delle tematiche Lgbtq+. Dopo il via libera della Camera bassa, anche la Camera alta ha confermato il provvedimento, che ora attende solo la firma definitiva del presidente Aliaksandr Lukashenko per diventare legge a tutti gli effetti.

Cosa ha deciso il Parlamento bielorusso contro i diritti Lgbtq+
Il testo legislativo introduce sanzioni specifiche contro quella che viene definita propaganda di relazioni omosessuali, ideologia di genere e rifiuto della genitorialità, accomunando impropriamente queste realtà alla pedofilia. Le violazioni prevedono l’applicazione di multe, l’obbligo di lavori socialmente utili o la detenzione fino a quindici giorni.
Sebbene la Bielorussia avesse depenalizzato l’omosessualità nel 1994, il Paese non ha mai riconosciuto i matrimoni tra persone dello stesso sesso né ha implementato tutele per la comunità, complice anche l’atteggiamento di Lukashenko, che da oltre trent’anni governa con autoritarismo e ha spesso deriso pubblicamente l’orientamento sessuale non eteronormativo.
Questa svolta normativa riflette chiaramente le politiche già adottate dalla vicina Russia, dove il movimento Lgbtqia+ è stato classificato come estremista. In Bielorussia, la pressione sulle minoranze sessuali non è però una novità: le forze di sicurezza, incluso il Kgb, effettuano regolarmente irruzioni in locali notturni e feste private. Secondo le denunce degli attivisti, i membri della comunità sono spesso vittime di ricatti finalizzati alla collaborazione con i servizi segreti.
Le organizzazioni per i diritti umani, come TG House, sottolineano come la legge fornisca ora una base legale a violenze e persecuzioni che avvenivano già in modo informale. Le preoccupazioni riguardano diversi ambiti come la stigmatizzazione sociale, l’accesso alle cure e l’esilio forzato. Nel primo caso l’accostamento arbitrario tra identità di genere e reati gravi come la pedofilia alimenta l’odio e il rifiuto sociale.
Nel secondo le persone transgender temono che la nuova legge possa bloccare l’acquisto legale dei farmaci necessari per i loro percorsi medici. Infine si registra un aumento esponenziale delle richieste di supporto psicologico e di assistenza per trasferirsi all’estero, poiché molti cittadini ritengono ormai impossibile vivere in condizioni di sicurezza nel proprio Paese.
Questa nuova legge non farà altro che rendere ancora più invivibile la Bielorussia a quei cittadini che si ritrovano a far parte della comunità Lgbtqia+. Una situazione piuttosto complessa che rischia di diventare tragica per tantissime persone che semplicemente hanno un orientamento sessuale diverso da quello etero. Questa stretta sui diritti civili si inserisce in un contesto di isolamento internazionale per Minsk, già colpita da sanzioni occidentali per la repressione del dissenso interno e per il sostegno logistico offerto a Mosca durante l’invasione dell’Ucraina.




