Vittorio Feltri a difesa dei gay attraverso la recensione al nuovo libro dell’On. Paola Concia

di Felix Commenta

Accade che alcuni giorni si apra un quotidiano e sbuchi una notizia come un ovetto con la sorpresa, senza tempo, senza un luogo preciso o addirittura senza un determinato perché, ma succede: infatti, aprendo Il Giornale di ieri, l’editoriale curato dal direttore del quotidiano Vittorio Feltri in prima pagina esordiva con un pezzo in cui si invitava i lettori a prendere le distanze dai pregiudizi e rispettare le unioni gay.

Già dal titolo, Amore e fame valgono per tutti, anche per i gay, il Direttore Feltri ha aperto il discorso partendo dalla recensione del libro La vera storia dei miei capelli bianchi. Quarant’anni di vita e di diritti negati della deputata del Partito Democratico Paola Concia (e Maria Teresa Meli), per dichiarare apertamente che è giunto il momento di rispettare e tollerare anche le unioni gay.

Un passo importante per il Direttore, che ha scritto:

Tutti teniamo a passare per evoluti, ma quando si tratta di parlare di omosessuali, bene che vada ricorriamo a logori luoghi comuni, banalità sconce da caserma, frasario da bar.

Nel linguaggio corrente mancano perfino le definizioni appropriate: frocio, culattone, busone, orecchione, finocchio eccetera.

Un vocabolario meschino, oltre che triviale, totalmente inadeguato a un discorso non dico serio, ma almeno sereno, per discutere di una questione vecchia come il mondo.

Bisogna far notare che l’On. Concia in questi anni ha garantito la sua presenza in maniera costante -come persona lgbt visibile e dall’ottimo profitto per tutto quello che ha svolto e continua a svolgere come fiero membro della comunità gay e lesbica italiana-.

L’importante documento attesta che ogni gesto, testo orale o scritto, ogni azione che si ponga come obiettivo quello di raggiungere il pensiero delle persone a educarle verso un rispetto che Feltri ha mostrato senza veli in una piccola grande giornata da ricordare, vada simbolicamente appeso sul frigo come quando il proprio figlio prende un buon voto a un compito scolastico; infatti, se il consiglio di sempre era prendi e porta a casa, nel 2012 non dovrebbe far notizia la notizia stessa; non dovrebbe più essere una voce fuori dal coro a brillare sotto i riflettori, piuttosto è l’elemento distonico che deve essere segnalato e corretto.

Intanto, portiamo a casa un altro assolo.

Photo Credits | Getty Images

 

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