Roma: niente casa a ragazzi gay

di Marziano Commenta

Quando si è alla ricerca di un appartamento in affitto in una grande città le questioni da affrontare sono tante: trovare un alloggio che non abbia le sembianze di una stalla, che abbia un prezzo ragionevole, che ci permetta di arrivare in centro senza prendere uno shuttle della Nasa e ultimamente anche cercare proprietari che tollerino inquilini omosessuali. È accaduto in quel di Roma a Massimo Frana, docente presso un istituto superiore, il quale ha ricevuto il benservito dalla proprietaria dello stabile una volta venuta a conoscenza della omosessualità del futuro inquilino. Così la donna si sarebbe giustificata, una volta che il docente le ha chiesto maggiori spiegazioni:

Niente immigrati e gay. L’intero stabile non capisce certe cose.

Immediato è arrivato l’appoggio dell’Arcigay della capitale:

Non affittare casa a qualcuno perché è immigrato o gay, come sostenuto in questo caso, vuol dire essere precipitati in un vero e proprio baratro sociale, culturale e umano.

Se pensate che l’appartamento in questione meriti di essere riservato ad una esclusiva “elite” di persone vi sbagliate di grosso: stiamo parlando di una abitazione al quinto piano di un condominio in zona Lucio Sestio periferia Est di Roma, privo di ascensore!

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