Outing e media, il caso “Blind Gossip”

di Valentina Cervelli Commenta

Blind Gossip

 

Quando si parla di outing e media di cose da dire non mancano davvero. La più importante è anche la più scontata: non hanno rispetto per le persone che coinvolgono nei loro articoli. C’è un sito americano, abbastanza conosciuto che secondo noi ribalta, almeno di un poco i termini dell’equazione portandoci a considerarlo un po’ un caso a se stante: parliamo di Blind Gossip.

Cerchiamo di mettere subito i puntini sulle i: Blind Gossip è un sito irrispettosissimo,  ma ha una peculiarità che in qualche modo non solo lo rende speciale ma anche diverso da tutti gli altri. Esso infatti lancia le notizie senza inserire i nomi dei protagonisti dei propri scoop. Per far comprendere di chi si parla all’interno dell’articolo vengono lasciati degli indizi, dei piccoli giochi di parole e si invita le persone ad indovinare nei commenti, salvo poi risolvere i “misteri” nel momento di una conferma ufficiale del tutto o della possibilità di presentare delle prove certe.

Vogliamo parlarvi di come affronta “l‘outing” questo sito perchè giusto ieri è comparso questo articolo. Non abbiamo intenzione ovviamente di entrare nel merito, siamo coerenti su questo ed eventualmente affronteremo la notizia nel momento del possibile coming out. Ma ci incuriosisce il modo nel quale il portale affronta la questione. Per esperienza sappiamo che i Blind, questi lanci non vengono risolti sul breve termine e che spesso gli stessi possono essere influenzati dagli stessi pr delle persone coinvolte (molte storie si scoprono montate a tavolino, altre si rivelano vere quando finalmente le notizie vengono date in pasto alla grande stampa, come il rehab di Zac Efron recentemente) . La modalità di annuncio/rivelazione di Blind Gossip ci porta a chiederci se il sito non sia in qualche modo uno strumento per raggiungere un coming out magari difficile da gestire.

Inutile prendersi in giro, Hollywood è un gran brutto posto per tentare di mantenere il proprio lavoro senza essere discriminato sessualmente.  E le agenzie di management assomigliano di più ad un branco di squali che a delle squadre al servizio dei propri clienti.Il modo di agire di BG, per quando deprecabile, sembra essere meno offensivo e spinto di ciò che succede, ogni giorno anche nei nostri media. Voi che ne dite?

Photo Credit | Blind Gossip

 

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