Quando l’omofobia si nasconde nel silenzio

di Valentina Cervelli Commenta

Uno dei più grandi problemi della comunità LGBTQ nasce dall’omofobia che si nasconde nel silenzio. E nell’impossibilità, in molti casi, di rispondere come necessario a chi dice che quando la si lamenta “si fa le vittime in modo inutile“.

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Questo il commento di una ex partecipante al Grande Fratello sulle parole poco consone utilizzate da Clemente Russo nella casa del Grande Fratello vip. Ma non è l’utilizzo del “friariello” dal quale poi sembra essere scaturita, per quanto poco sentita (inizialmente), una riappacificazione ed un cambiamento da parte del pugile a farci pensare, quanto l’invito della suddetta partecipante allo smettere di lamentarsi altrimenti l’omofobia ci sarà sempre.

Quello che viene da chiedere è: come si può pensare di combattere l’omofobia nei confronti della comunità LGBTQ se la stessa non si denuncia? Come non si fa a vedere che il silenzio è la cosa sbagliata? Sono molte le domande che rimbalzano nella testa. E forse quella più frequente è proprio quella legata alla motivazione di una frase simile quando teoricamente si dovrebbe essere ben coscienti della sofferenza di gay e lesbiche in Italia e più in generale di chi è queer.

E’ proprio davanti ai piccoli fatti che bisogna iniziare a far sentire la propria voce ed a tentare di educare l’ignoranza del prossimo. Il silenzio aiuta la violenza ed il razzismo. Non è utile a combatterli. Bisogna fare rumore, con educazione e coscienza. Ma bisogna farsi sentire. Altrimenti è tutto inutile. Ed in un paese come il nostro, dove il coming out per molti significa essere pestati o cacciati di casa, il silenzio non è un’opzione praticabile.

Photo Credit | Wikipedia

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