Olimpiadi Londra 2012, Greg Louganis: “Coming out più facile per atleti olimpici individuali”

di Felix Commenta

Greg Louganis partecipa alle Olimpiadi Londra 2012: l’atleta, che ha vinto quattro medaglie d’oro olimpiche in immersione, crede che sia più facile per gli atleti lgbt olimpici di fare coming out se praticano uno sport individuale.

Oggi è più facile fare coming out perché l’immagine dello sportivo resta invariata, mentre nel ’95 avevo molte persone che mi dicevano di essere gay e non lo dichiaravano perché praticavano uno sport di squadra.

Credo che ancora oggi sia più facile dichiararsi omosessuali quando si parla di uno sport individuale, perché si è abbastanza autosufficienti.

Intanto, sono 21 gli atleti apertamente gay in competizione alle olimpiadi (12 dei quali fanno parte di squadre): secondo Outsports.com sono Marilyn Agliotti (Paesi Bassi, hockey su prato), Judith Arndt (Germania, ciclismo), Seimone Augustus (Stati Uniti, basket), Natalie Cook (Australia, beach volley), Lisa Dahlkvist (Svezia, calcio), Carlien Dirkse van den Heuvel (Olanda, hockey su prato), Imke Duplitzer (Germania, scherma), Edward Gal (Paesi Bassi, equestre), Jessica Harrison (Francia, triathlon), Carl Hester (Gran Bretagna, equestre), Alexandra Lacrabère ( Francia, pallamano), Landström Jessica (Svezia, calcio), Hedvig Lindahl (Svezia, calcio), Matthew Mitcham (Australia, immersione), Maartje Paumen (Paesi Bassi, hockey su prato), Carole Peon (Francia, triathlon); Mayssa Pessoa (Brasile , pallamano), Megan Rapinoe (United States calcio), Lisa Raymond (Stati Uniti, tennis doppio), Rikke Skov (Danimarca, pallamano) e Ina-Yoko Teutenberg (Germania, ciclismo).

 

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