Monsignor Serafino Sprovieri: “I trans? Un’offesa alla natura”

di Sebastiano 1

La Chiesa tuona, ancora una volta, contro le sue “pecorelle smarrite”. Un vescovo emerito dell’Arcidiocesi di Benevento, monsignor Serafino Sprovieri, si è lasciato andare a considerazioni piuttosto sconcertanti (e al dir poco inammissibili) sul mondo trans. Non ci credete?! Leggiamo assieme l’allucinante affermazione

A mio giudizio, specie i trans, sono un’offesa alla natura, la stravolgono con una condotta depravata e capricciosa. Sono contrari a Dio e al suo progetto, che io paragono ad un quadro da disegnare a tinte di amore. Ma loro questo quadro non lo completeranno mai in quanto conoscono il piacere, ma non l’ amore che non è solo accoppiamento fisico, ma servizio e soprattutto, volto alla riproduzione. Quando qualcuno mi spiegherà come un trans o un gay possa generare vite, mi ricrederò.

Non contento ha rincarato la dose, rifacendosi anche alla Bibbia pur di riscontrare un fondo di verità nella sua assurda tesi

Nella scrittura si legge che Dio li ha creati maschio e donna, un terzo genere non esiste. Pertanto è del tutto chiaro che l’ omosessualità è patologica se contenuta in limiti casti e merita rispetto e delicatezza per la sofferenza, come ogni malattia.

Commenti (1)

  1. mah..mi sa che il prete ha ragione. il punto qui e’ che e’ da capricciosi voler cambiare sesso. e poi l chiesa vieta il sesso fuori dal matrimonio, e anche nel matrimonio il sesso e’ solo permesso a fini riproduttivi.. quindi loro sono coerenti..

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