Milano, studente gay aggredito alla Bocconi: ”Omosessuale, frocio e ricchione”‎

di Sebastiano Commenta

Alla Bocconi, una delle università più prestigiose (e aperte mentalmente) di Milano, non ci si aspetterebbero comportamenti omofobi fuori dal comune. Ed invece, è accaduto che un ragazzo gay è stato aggredito e insultato pesantemente mentre cercava di non far strappare dei manifesti che promuovevano l’accettazione di diversità di genere e orientamento sessuale. A denunciare lo spiacevole accaduto è stata proprio Giulia Tagliaferri, studentessa e presidente del Best (Bocconi Equal Student):

Gli hanno urlato “omosessuale, frocio e ricchione”, testualmente. Roberto ha sorpreso uno studente della Bocconi mentre strappava un poster dell’associazione che sponsorizzava l’iniziativa del 17 Maggio per la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, e che è stata finanziata con i contributi dell’Università Bocconi. In seguito alla richiesta di spiegazioni di quel gesto, Roberto è stato aggredito verbalmente dallo studente e intimorito con un atteggiamento aggressivo e fisicamente minaccioso. Ci hanno staccato i manifesti un po’ dappertutto e alcuni sono stati imbrattati con la scritta “froci”.

Una lettera, firmata dal rettore Guido Tabellini e dal consigliere delegato Bruno Pavesi, ha specificato la ferma condanna per un gesto alquanto ignobile. Si legge nella missiva (Fonte Repubblica):

Crediamo che all’interno della nostra comunità sia necessario riflettere su questi gravi comportamenti di intolleranza. Pur nella certezza che si tratti di singoli e isolati casi, ci preme ricordare a tutti che far parte della comunità bocconiana significa prima di tutto condividere i nostri valori, a partire da quelli di libertà d’espressione, valorizzazione della diversità, etica e solidarietà.

Parole di sdegno arrivano anche da Luca Maggioni, vicepresidente di GayLib:

E’ vergognoso che uno studente della Università Bocconi, uno degli atenei vanto del Paese, sia minacciato e insultato, all’interno di una facoltà da un suo collega solo perchè omosessuale. Se nella Università che deve fornire la migliore classe dirigente di questo nostro Paese possono accadere di queste ignobili situazioni, dobbiamo essere fortemente preoccupati e raddoppiare i nostri sforzi per un cambio culturale che è sempre più urgente, certo che il nostro compito diventa difficile e gravoso se l’attuale classe politica non perde occasione per attaccare gay, lesbiche e transgender, a ogni piè sospinto come se tutti i mali fossimo noi e non la loro incapacità di governare gli eventi e le situazioni e di leggere i mutamenti della società. La solidarietà al ragazzo vittima dell’atto omofobico e all’associazione BESt, è sentita e non formale, e dichiaro fin d’ora la mia disponibilità a partecipare ad eventuali iniziative che verranno messe in campo per condannare questo gesto vigliacco, puerile e soprattutto frutto di totale ignoranza.

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