I gay di seria A e quelli di serie B

di Valentina Cervelli Commenta

Esistono i gay di serie A e quelli di serie B. Come le persone transgender di serie A e di serie B. Ha ragione chi parla di omofobia e sottolinea che vi siano delle categorie di persone appartenenti alla comunità LGBTQ che la vera discriminazione non la vivono.

handcuffed hands - discrimination concept

E parliamo ovviamente delle persone di successo, di quelle che vengono rispettate da tutti perché hanno raggiunto un posto nella società che all’occhio del cittadino comune li pone su un piedistallo di intoccabilità ed anche gli omofobi più gretti si spingono solo a schernirli sotto voce, dietro le spalle. Un esempio? Gli stilisti: i loro abiti vengono acquistati da brava gente e da ignoranti, senza che quest’ultimi proferiscano parola. O ancora personaggi televisivi e del cinema importanti.

L’omofobia vera, quella che colpisce nel privato e lo fa martellando è vissuta e subita dalla gente comune. Quella che i condomini non vogliono nel palazzo perché gay o transgender. Non tutti sono Caitlyn Jenner, è ovvio. Quelle persone che vengono picchiate perché si tengono per mano o semplicemente perché esistono. Quelle che vengono continuamente derise. Ed i giovani che vengono bullizzati? Quante vite preziose preferiscono abbandonare la propria esistenza perché non riescono a sopportare di non essere accettate?

La verità è che la strada verso l’accettazione è ancora lunga. E sebbene la situazione sia migliore rispetto al passato, la maggior parte della popolazione vive ancora nell’ignoranza di un razzismo gretto derivante dalla non comprensione del fatto che la sessualità e l’identità di genere sono qualcosa di naturale in ogni caso.

Photo Credit | Thinkstock

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